Guido Mancinelli – Pierburg Pump Technology SpA
Dove hai svolto il tuo tirocinio curriculare e in quale momento del tuo percorso di studi (laurea o laurea magistrale)? Cosa ti ha motivato a sceglierlo?
La tesi di laurea magistrale nasce da un progetto di collaborazione tra il Politecnico di Milano e Pierburg Pump Technology SpA, azienda del gruppo Rheinmetall. Grazie al sostegno economico dell’azienda, ho avuto la possibilità di trasferirmi a Torino per i mesi necessari alla redazione della tesi: lì ho potuto utilizzare i laboratori dedicati e prendere confidenza con le tecnologie grazie alle quali realizzare un prototipo hardware del mio progetto. Ho preferito un percorso di tesi in azienda per poter avvicinarmi in maniera graduale e tutelata al mondo del lavoro, esperienza che penso sia stata per me fondamentale per poter decidere consapevolmente del mio futuro lavorativo al termine dell’università.
In cosa consiste il progetto di cui ti sei occupato durante il tirocinio e quali competenze tecniche hai applicato o sviluppato?
Il progetto di tesi è consistito nello sviluppo di un innovativo sistema di controllo computazionalmente efficente, specifico per motori a corrente continua, senza spazzole e con avvolgimenti a Delta. La specificità dell’obiettivo è dipesa da una paradossale discrepanza tra l’elevato utilizzo di questa tipologia di motori in ambito industriale e la carenza di letteratura scientifica riguardo a tecniche di controllo apposite. Ho seguito e gestito in prima persona ogni fase dello sviluppo, dall’ideazione teorica alla simulazione, lo sviluppo di un prototipo e la fase di testing. Durante il lavoro ho quindi avuto modo di affinare le mie competenze nel design di sistemi di controllo, in elettronica e in meccanica. Ho imparato a lavorare direttamente con componenti elettronici, schede programmabili, oscilloscopi e sonde professionali. Ho imparato a interfacciarmi con documentazione tecnica e ho acquisito confidenza in lavori manuali come saldature di precisione. Grazie a questa esperienza ho avuto modo di complementare la mia preparazione teorica con competenze più pratiche e tecniche, arrivando ad un risultato personalmente molto gratificante.
In che modo ritieni che questa esperienza abbia contribuito alla tua crescita professionale e personale?
Penso che questa esperienza sia stata per me una occasione di mettermi in gioco in un ambiente nuovo, sia dal punto di vista lavorativo che relazionale. L’aspetto che è stato più importante per me in questi mesi è stato l’imparare a muovermi ed interagire in un contesto professionale per quanto riguarda il confronto con i colleghi, la pianificazione delle attività, la presentazione e documentazione del proprio lavoro, lo scambio di idee. Ho avuto esperienza diretta con la gestione di un progetto complesso, con vincoli temporali e di budget, beneficiando però allo stesso tempo dell’aiuto di professore e tutor, che hanno saputo guidarmi e consigliarmi nello svolgimento dei lavori. Ho infine avuto modo di conoscere e collaborare con i ragazzi di Pierburg Pumps, che sono stati davvero estremamente gentili e disponibili con me, che hanno collettivamente sostenuto il mio progetto e che hanno reso questi mesi una bella avventura. Oltre ai risultati ottenuti, ho acquisito un network di persone interessanti e professionali con le quali spero di collaborare anche in futuro. Tutto questo ha permesso di affacciarmi al mondo del lavoro con cognizione di causa e fiducia nei miei mezzi, aspetti che mi rendo conto non siano meno importanti della propria preparazione tecnica.
Consiglieresti il tirocinio ad altri studenti di Ingegneria dell’Automazione del PoliMi? Per quale motivo?
Immagino che sia ormai chiaro quanto questa esperienza sia stata positiva per me nel mio percorso accademico. Oltre ai benefici già discussi in ambito tecnico e relazionale, credo che un tirocinio in ambito universitario possa offrire uno spaccato sul contesto lavorativo che sarebbe molto difficile da acquisire altrimenti, e che personalmente mi è stato di grande aiuto nel grande salto da vita accademica a vita lavorativa avvenuto dopo la laurea. Una esperienza lavorativa diretta è fondamentale per sapere come ci si vuole posizionare nel mondo del lavoro: quali siano i compiti, gli ambienti, gli aspetti organizzativi e burocratici da ricercare e quali da evitare nel proprio futuro professionale. Non posso che consigliare a tutti di intraprendere un percorso simile.