— Erasmus ITA
Valeria Capretti – Xi’an Jiaotong University, China
Quali differenze hai riscontrato tra il sistema didattico dell’università ospitante e quello del tuo ateneo di origine?
Dal punto di vista didattico, una delle principali differenze che ho riscontrato rispetto al mio ateneo di origine è stata la dimensione ridotta delle classi. I corsi erano composti da piccoli gruppi di studenti, generalmente tra le 15 e le 20 persone, il che ha favorito un ambiente di apprendimento molto più interattivo e partecipativo. Questo ha permesso di instaurare un rapporto più diretto sia con i docenti sia con i compagni di corso, facilitando il confronto e la collaborazione. Le lezioni non erano frontali in modo tradizionale, ma spesso diventavano momenti di riflessione collettiva. Il professore poneva domande aperte alla classe, stimolando discussioni tecniche in cui ognuno era coinvolto.Questo approccio ha reso l’apprendimento più stimolante e dinamico, permettendomi di approfondire la comprensione degli argomenti anche grazie al contributo degli altri studenti. I corsi che ho frequentato riguardavano tematiche molto specifiche e avanzate nel campo dell’automazione e del controllo, come ottimizzazione numerica per il controllo, sistemi di sicurezza per l’automazione (safety for automation systems), misurazione, meccanica delle vibrazioni ed elettronica di potenza. La varietà e la specializzazione degli insegnamenti offerti mi hanno dato la possibilità di esplorare in profondità aree che raramente vengono affrontate con questo livello di dettaglio nel mio ateneo di origine.
In che modo l’esperienza di mobilità ha contribuito ad ampliare le tue competenze tecniche e/o pratiche nel campo dell’automazione e del controllo? Hai avuto accesso a laboratori, progetti o tecnologie particolarmente rilevanti?
L’esperienza di mobilità alla Xi’an Jiaotong University ha rappresentato per me un’opportunità unica per rafforzare le mie competenze tecniche e pratiche nel campo dell’automazione e del controllo. L’università è fortemente orientata all’approccio pratico: ogni corso prevedeva una parte teorica affiancata da ore di laboratorio, in cui era possibile applicare direttamente i concetti studiati. I laboratori erano particolarmente ben attrezzati, con strumentazioni moderne e tecnologie all’avanguardia, che mi hanno permesso di lavorare su progetti concreti e realistici. L’esame finale di ogni corso consisteva nello sviluppo di un progetto pratico, spesso complesso e articolato, che veniva poi valutato sia dal punto di vista tecnico che in termini di capacità progettuale. Questo tipo di didattica mi ha permesso di affrontare problematiche reali, simili a quelle che potrei trovarmi ad affrontare in ambito professionale. Ho imparato a gestire tutte le fasi di un progetto, dall’analisi del problema fino alla realizzazione e alla validazione della soluzione, acquisendo competenze molto pratiche e spendibili nel mondo del lavoro. In particolare, ho potuto migliorare la mia capacità di problem solving tecnico e la mia autonomia nella progettazione di sistemi complessi.
Hai avuto occasione di lavorare su progetti internazionali, in team multiculturali o con docenti/ricercatori di altre nazionalità? Se sì, cosa hai imparato da queste interazioni, anche in termini di soft skills?
Sì, durante il mio periodo alla Xi’an Jiaotong University ho avuto molte occasioni di lavorare in contesti internazionali, sia con studenti che con docenti provenienti da diversi Paesi. Le classi erano composte da studenti cinesi e internazionali, e i progetti di gruppo, che costituivano la parte principale della valutazione, mi hanno dato l’opportunità di collaborare con persone di differenti background culturali, linguistici e accademici. Inoltre, anche diversi professori e ricercatori provenivano da altri Paesi, il che ha ulteriormente arricchito l’esperienza formativa. Questo ha permesso di affrontare i contenuti dei corsi da prospettive molto varie, spesso con approcci didattici innovativi e internazionalmente riconosciuti. L’interazione costante con figure accademiche di culture diverse ha contribuito a rendere l’ambiente di studio aperto, dinamico e orientato al confronto. Queste esperienze mi hanno aiutato a sviluppare numerose soft skills fondamentali per il mondo del lavoro: la comunicazione interculturale, la capacità di lavorare in team eterogenei, l’adattabilità a differenti stili di lavoro, la gestione del tempo e dei conflitti, e soprattutto la flessibilità mentale nel relazionarmi con persone con punti di vista diversi dal mio. Ho imparato ad ascoltare attivamente, a mediare tra idee differenti e a valorizzare la diversità come fonte di creatività e innovazione.
Dal punto di vista personale, quali sono state le sfide maggiori che hai affrontato durante il periodo all’estero e in che modo pensi che abbiano influito sulla tua crescita, sia accademica sia umana?
La cultura cinese è incredibilmente affascinante, ma allo stesso tempo molto distante dalla nostra, e questo è stato uno degli aspetti che più mi ha colpito sin dal primo giorno. Non avevo mai avuto occasione di immergermi così profondamente in una realtà tanto diversa dalla mia, e devo ammettere che inizialmente lo shock culturale è stato piuttosto forte. Abituarsi a nuovi ritmi, nuovi modi di relazionarsi, a un’alimentazione completamente diversa e a uno stile di vita così lontano da quello occidentale non è stato semplice. Dopo le prime settimane di adattamento, ho iniziato a sentirmi sempre più a mio agio. Le persone che ho incontrato si sono rivelate estremamente accoglienti, sempre sorridenti, disponibili e gentili. C’era una grande apertura verso di me come studentessa internazionale e questo mi ha aiutato tantissimo a sentirmi accolta e parte di una comunità. Ho stretto legami forti, che vanno ben oltre il semplice rapporto accademico, e che porterò con me per sempre. Penso di essere cresciuta enormemente a livello umano: oggi mi sento molto più autonoma, resiliente e pronta ad affrontare situazioni nuove e complesse. Essere riuscita ad ambientarmi in un contesto così distante dal mio mi ha dato molta più fiducia nelle mie capacità, sia personali che professionali. Ora mi sento più preparata ad affrontare ambienti di lavoro internazionali, a gestire il cambiamento con serenità e a cogliere ogni nuova sfida come un’opportunità di crescita.
Consiglieresti questa esperienza ad altri studenti di Automation and Control Engineering? Quali aspetti ritieni più rilevanti da considerare prima di intraprendere un percorso di mobilità internazionale?
Assolutamente sì, consiglierei senza esitazione un’esperienza di mobilità internazionale a tutti gli studenti di Automation and Control Engineering. Vivere e studiare in un contesto accademico e culturale diverso dal proprio non solo arricchisce enormemente il bagaglio tecnico, ma offre anche un’opportunità unica di crescita personale, di apertura mentale e di sviluppo di competenze trasversali fondamentali nel mondo del lavoro. Dal punto di vista tecnico, si ha accesso a metodologie didattiche diverse, laboratori avanzati, progetti pratici innovativi e a un confronto continuo con studenti e docenti di tutto il mondo. Tutto questo stimola un approccio più flessibile e creativo alla risoluzione dei problemi e consente di approfondire aree dell’automazione e del controllo che magari nel proprio ateneo vengono trattate in modo meno pratico o approfondito. Ma ancora più importante è il valore umano dell’esperienza: imparare a vivere in un altro Paese, affrontare sfide quotidiane lontano da casa, relazionarsi con persone di culture diverse, sono tutte esperienze che rendono più consapevoli, aperti e maturi. Ci si scopre più autonomi, più adattabili e capaci di affrontare il cambiamento con serenità. Prima di partire, però, credo sia fondamentale prepararsi mentalmente all’idea che non sarà tutto facile fin da subito. Serve una buona dose di curiosità, apertura mentale e spirito di adattamento. È normale affrontare momenti di difficoltà iniziali, ma è proprio superandoli che si ottiene il massimo dall’esperienza. Inoltre, è utile informarsi bene sull’ateneo di destinazione, sui corsi disponibili, sulla lingua di insegnamento e sugli aspetti pratici della vita quotidiana, per partire con consapevolezza e organizzazione.